An Eclectic Life

Pagina personale di Stefano Fugazzi

Londra, i costi umani degli “improvement works” del metrò londinese

Il conto alla rovescia è iniziato. Tra poco meno di un anno si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi che per la terza volta nella propria storia si svolgeranno a Londra. La metropoli inglese si sta attrezzando per ospitare oltre dieci mila atleti provenienti da oltre duecento paesi e diverse centinaia di migliaia di turisti. Lord Sebastian Coe, presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi, e il primo ministro David Cameron assicurano che la capitale inglese non si farà trovare impreparata. Per presentarsi al meglio all’evento, l’amministrazione della città ha investito ingenti somme di denaro nella costruzione di nuovi impianti sportivi e nella modernizzazione delle già esistenti infrastrutture. La rete metropolitana, la famosa “tube”, non è stata esente da tali trasformazioni e nel corso degli ultimi tre anni diverse linee sono state soggette a frequenti chiusure per manutenzione nel corso dei fine settimana.  Tuttavia, a rimetterci non è stata la sola utenza – che nel frattempo si è vista aumentare le tariffe – ma ad aver avvertito il colpo sono state soprattutto le comunità locali e i piccoli commercianti che operano nelle vicinanze delle fermate dalla metropolitana più famosa al mondo.

Mary Paffett, una pensionata che risiede a Pimlico, era solita spostarsi in metropolitana per visitare l’anziano fratello durante il fine settimana e per giocare a bridge con alcune amiche di vecchia data. “Sono anziana e non ho la patente. Mio fratello ha 85 anni e un paio di anni fa ha subito un intervento chirurgico al ginocchio e non può percorrere lunghi tragitti. Durante la settimana non posso spostarmi perché faccio del volontariato presso una comunità locale. L’unico momento della settimana a mia disposizione è il fine settimana, proprio quando molte linee sono chiuse per manutenzione. Non solo non vado a trovare mio fratello con la frequenza di un tempo, ma mi perdo anche le partite di bridge con le mie ex vicine di casa che un paio di anni fa si sono trasferite a nord della città”. E aggiunge: “Non posso vivere in balia di Transport for London (TfL), l’agenzia dei trasporti pubblici di Londra. Le istituzioni e il Comune staranno anche modernizzando le linee in vista delle Olimpiadi, ma non hanno sufficientemente ponderato l’impatto della chiusura del metrò sulle comunità locali e su noi anziani”. I lavori di manutenzione stanno toccando da vicino anche le vite di giovani nuclei familiari. Clare Murphy vive a Pimlico ed è madre di un bambino di un anno. “È una seccatura trasportare il passeggino sui trasporti pubblici di superficie durante l’orario di punta, ma se il metrò è chiuso non ho alcuna alternativa”. E aggiunge: “A parte qualche nuovo treno con l’aria condizionata, a stento riesco a intravvedere effettive migliorie al servizio. Molte stazioni non dispongono ancora dell’ascensore”.

A rimetterci non sono i soli residenti, ma anche i piccoli commercianti stanno pagando a caro prezzo la chiusura di alcune linee del metrò al fine settimana. Ankur M. lavora presso un’edicola all’interno della stazione della metropolitana di Vauxhall. “È una situazione paradossale. Quando la linea è chiusa sono costretto a muovermi in auto e ciò ha un costo. Anche qualora riuscissi a raggiungere Vauxhall in auto, non riuscirei ad accedere al mio negozio perché la linea è chiusa”. Gli fa eco Gull Agha, un ragazzo che lavora presso un piccolo supermercato in Lupus Street (Pimlico): “La chiusura del metrò durante il fine settimana sta danneggiando il nostro business. I nostri clienti abituali sono i pendolari che, appena usciti dalla metropolitana, vengono da noi e acquistano quotidiani, ricariche del cellulare, latte e tramezzini. Quando la linea è chiusa perdiamo una buona fetta della clientela abituale”. Ali, il titolare del negozio Great Food Store, ha cercato di quantificare le perdite: “Quando il metrò non è in funzione nei fine settimana le vendite calano del 50%”. Alla domanda se il Comune abbia offerto alle imprese locali alcun compenso per la perdita di fatturato, Ali ha così replicato: “No, non abbiamo ricevuto un penny dalle autorità cittadine”.

Kate Hoey, una parlamentare laburista eletta nella circoscrizione di Vauxhall, sostiene di non essere al corrente di alcun reclamo da parte dei piccoli negozianti. “Anche nell’eventualità vi fosse un reale problema, spetta al Comune eventualmente deliberare un piccolo sgravio fiscale o un taglio alle imposte locali”. In merito ai disagi causati alla comunità locale, la parlamentare sostiene che “nonostante vi possa essere qualche piccolo disagio, è bene tener presente che i mezzi di superficie sostitutivi sono puntuali e frequenti. Alla peggio queste persone possono fare due passi e andare a prendere la Northern Line a Oval”. Entrambi gli addetti stampa di TfL e del Comune di Lambeth non hanno rilasciato dichiarazioni in merito.

SF

(25 luglio 2011)

* Traduzione italiana di un articolo-inchiesta che ho recentemente scritto per la London School of Journalism.

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Un commento su “Londra, i costi umani degli “improvement works” del metrò londinese

  1. frill
    settembre 1, 2011

    La gente nn è mai contenta-_-

Commenti

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